La torre di Mordor

C’è una pila di libri che ti fissa, nella penombra. E’ un po’ inquietante, somiglia vagamente alla torre di Barad-dûr, con tanto di occhio di fiamme infernali in cima.

Sono i tuoi libri da leggere.

Il problema è che non diminuiscono mai, al più aumentano. Sempre.
Anche nei periodi in cui riesci a trovare il tempo per leggere in pace.

Sì, perché il tempo per leggere, dopo una certa età, non è più un diritto, ma un privilegio. Te lo devi ritagliare fra impegni, lavoro, famiglia, spesa, e se sei donna si aggiungono tutte le menate per la bellezza (alias, per non trasformarsi in licantrope con la prossima luna piena).

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Ne parlavi proprio con tua sorella, che ha iniziato da poco la saga della Rowling (sì, con qualche secolo di ritardo) e adesso si ritrova in uno stato di tossicodipendenza da particolari di Hogwarts. L’hai sentita persino sniffare le pagine, mentre eravate al telefono, l’altro giorno.

E ti sono chiesta, come mai non troviamo più tempo per leggere libri?

Sono forse diventati un mezzo obsoleto?

In realtà leggiamo quintali di contenuti ogni giorno, fra pc e cellulari, studi, lavoro, passioni, mentre i dati di vendite dei libri sono a picco. Come mai?

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C’è chi non sa neanche in che tipo di negozio cercarlo un libro, e magari li vedi vagare nel reparto ortofrutta in cerca della sezione “attualità”; poi c’è chi li ama, ma ha ritmi di vita da carcere uruguayano, e legge rosicchiando le pagine come un topolino affamato nelle pause da altro.

Poi ci sono i pigri, i distratti, gli ossessivi che leggono e rileggono decine di volte lo stesso romanzo. I lettori “forti” ormai sono una razza in via di estinzione, peggio dei folletti Prendimprestito di Miyazaki.

Il fatto è che i libri sono delle porte, e ci vuole coraggio per attraversarle.

Una volta che varchi oltre la copertina, sei in un mondo complesso, e un filo invisibile ti guida attraverso l’inaspettato. Leggere è vivere avventure, farsi catturare, arrendersi a ciò che non sappiamo. Iniziare un libro è un’impresa, e tanti oggi hanno perso il gusto dell’avventura.

Eppure, la soddisfazione che ti da finire un buon libro, non ha eguali. Non è come per le serie tv, che vedi in parallelo con migliaia di fan in tutto il mondo; non è come un film, che inizia e finisce in un paio d’ore.

Quando sei dentro al libro, ci sei solo tu.

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Quel mondo diventa tuo, sei tu il protagonista. Piangi con i personaggi, ridi con loro e ti spaventi quando non si rendono conto del pericolo in agguato. Ma sei solo tu, con la tua immaginazione, a dare vita alla storia, che altrimenti rimarrebbe inchiostro immobile.

E’ vero, l’autore la scrive, ma in fondo siamo noi lettori ad animarla e farla vivere. E quando tanti lettori amano una storia, quella entra a pieno titolo nell’immaginario collettivo e diventa reale.

Quindi coraggio, rimbocchiamoci le maniche e scaliamo la torre di Mordor… in fondo basta ritagliarsi una mezz’ora al giorno e una fetta dei giorni liberi per sfoltirla un po’!

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Gli altri scrittori

(Questi sconosciuti)

 

Dagli abissi del mare al picco più alto dell’Himalaya, non troverete altri esseri viventi particolari come “gli scrittori“. Esistono ancora, anche se qualcuno maligna che siano in via di estinzione.

Nonostante lo scrittore sia un animale dall’animo tendenzialmente introspettivo, vi stupireste nello scoprire, invece, la complessa e strutturata dimensione sociale che ha costruito come specie.

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Si vedono; fanno cose; presentano libri e progetti; si incontrano e addirittura scambiano idee, pareri ed esperienze fra loro. In primavera poi, mettono il naso fuori dai libri e iniziano a “presenziare” nel mondo. Alcuni sciamano, altri migrano, altri ancora appaiono in televisione o alla radio.

Pochi giorni fa ti sei appostata nei pressi di una “convention“, come è chiamata in scripto-zoologia il loro specifico tipo di raduno,  e hai assistito a comportamenti notevoli. Hai riempito i taccuini di appunti!

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Esiste una moltitudine di tipologie di scrittori: timidi, estroversi, impauriti, spigliati, avidi, generosi, pompati, umili, fantasiosi, accurati, realisti, socialmente impegnati, spumeggianti, concreti, speranzosi, agguerriti, strampalati.

Eppure (quasi) nessuna morde o danneggia in qualche modo la salute!

Per questo motivo, andare alle presentazioni di libri e collane, non ha effetti collaterali nocivi. Al contrario: può essere stimolante, utile, persino piacevole.

Se sei un aspirante scrittore, andando a una presentazione ti puoi accorgere che:

1 – gli scrittori sono esseri (umani) come te

2 – i più sono gentili, modesti e felici di parlare del loro percorso

3 – alcuni hanno cose davvero interessanti da dire

4 – puoi imparare tantissimo dalla loro esperienza

Alcuni rari bestiari medievali già enumerano alcune tipologie. Andando indietro nei secoli ti accorgerai che erano pochissimi e si dividevano in due tipi: i potenti e gli schiavi (che scrivevano per i potenti). Ancora prima, la scrittura era relegata a un ambito mistico, un mezzo di comunicazione verticale fra sacerdote e divinità. Oggi tutti possono scrivere, ed esistono scrittori di ogni specie immaginabile.

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Da cosa si riconosce uno scrittore?

In realtà lo scrittore è identico agli altri esseri umani, fra cui spesso si confonde. L’unico momento in cui si riconosce con certezza è quando sale su un palco a presentare un suo libro, in particolare se ha una targhetta con il nome sopra.

Quello è il momento giusto per avvicinarli!

E’ importante stare attenti agli EAP (Editori  a pagamento), la loro logica commerciale e gli inconsapevoli autori che, poverini, sono caduti nella rete. (Un minuto di silenzio per le numerose vittime del “il tuo racconto è perfetto, lo stampiamo subito, solo – non è che non crediamo in te eh, è che funziona così oggi – … ti compri le copie/ci paghi tot, poi vedrai che…) Se hanno la forza di liberarsi della rete di menzogne e tranelli in cui sono caduto, questi esemplari ibridi potrebbero comunque sperare di raggiungere il loro vero branco.

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Rete è una bella parola, se non nasconde una trappola. Una bellissima caratteristica degli Scrittori è proprio che fanno rete fra loro, sono una comunità, a volte una famiglia, e se sei un’esordiente rispettoso e motivato, non ti fanno sentire solo – anche se dovessi trovarti nel panico poco prima di presentare il tuo primo libro a una convention (n.d.b. grazie per Deepcom17 ragazzi, vi voglio bene!) .

Quindi, riassumendo, vuoi incontrare un autore? Magari diventare tale? Vai alle presentazioni, a incontri, letture, premiazioni, convention e fiere.
Approfittane e guardati intorno, rimani nell’ambiente, fai amicizia, curioseggia.

Perché anche chi ha la testa fra le nuvole come te può scoprire che in realtà… le nuvole sono abitate. Spesso da gente fantastica. Li trovi lì, le teste che sbucano dal mare di bianco soffice e vaporoso, guardandosi intorno con l’incanto negli occhi.

Ecco, forse è proprio dagli occhi puoi riconoscere uno scrittore.

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Editoria sana… come sopravvivere (e pubblicare)

Pubblicare è un’esperienza meravigliosa, il premio per i tuoi sforzi come scrittore, il coronamento di un sogno.

Tuttavia è importante essere informati sul mondo dell’editoria italiana, che è un’oceano a sé, molto diverso dal resto d’Europa e dagli USA… e pieno di squali.

Da noi, infatti, esiste un bruttissima bestia: l’editoria a pagamento. Stamperie travestite da case editrici che, approfittando dei tuoi sogni, spesso pubblicano qualsiasi cosa chiedendo soldi o di comprare un tot. numero di copie. (Vedi la Writer’s Dream per approfondire l’argomento, si trovano anche LISTE di case editrici free e “EAP”, a pagamento).

Il problema è che tu, che hai il tuo sogno lì fra i file del pc, ci caschi.

Ma attenzione: l’editoria a pagamento è una trappola.

Gli editori a pagamento, dai giganti fabbrica-soldi alle piccole case editrici familiari che non sanno quale danno facciano al mondo della scrittura, rispondono al tuo bisogno con una via facile, ma sbagliata.

Pubblicare è una strada lunga e tortuosa. Ma bella. E’ un’avventura!

Al di là del tuo talento, delle  idee e della fortuna, devi avere una forte volontà per perseguire il tuo sogno.

Ecco una mappa: i passi più importanti da seguire per diventare un autore.

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  1. LEGGI – tutto, tanto.
    Leggi autori italiani se un domani vorrai essere letto.
    E soprattutto leggi tutti i principali autori del genere che vuoi scrivere, altrimenti penserai di aver avuto la grande idea… e magari l’hanno già scritta in tre prima di te. Certo, anche serie tv e film nutrono… osserva le storie e impara.
  2. STUDIA – le tecniche.
    Sì, esatto, c’è un mondo dietro la scrittura: se non sai cos’è il “punto di vista”, cos’è una SINOSSI, cosa significa “show don’t tell” e se l’ “infodump” va riciclato con la carta o con la plastica,  trova un corso/libro/blog (ce ne sono tanti validi) e studiateli.
  3. SCRIVI – tanto, sempre.
    Cerca di scrivere un’ora tutti i giorni, poi due, tre… la continuità fa crescere.
    Prova a cimentarti in generi diversi, a romanzare ciò che ti succede, scrivi storie di tre parole, e poi di 30.000 caratteri, prova, prova, prova.

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  4. FATTI LEGGERE – e non solo da mamma.
    Creati un pubblico di beta reader: amici o conoscenti che possano (e vogliano) leggere quello che scrivi in prima battuta e darti un primo parere. Sono il primo test nel mondo della tua storia!
  5. METTITI ALLA PROVA – ne vale sempre la pena
    Esistono una miriade di concorsi di narrativa: web e cartacei, per racconti editi e inediti, lunghi e brevi, horror, fantasy, d’amore… basta cercare.
    Per esempio Minuti Contati è un’eccellente palestra letteraria, provala!
  6. CREATI UN CV – (da scrittore!)
    Prima di trovare un editore per il mega-super-romanzo che hai nel cassetto (o sul desktop, più probabilmente) prova a farti pubblicare romanzi brevi, racconti, partecipa a collane e concorsi che premino con la pubblicazione. In questo modo, quando vorrai pubblicare qualcosa di più corposo (che quindi è un’investimento importante per la casa editrice) avrai un rassicurante Curriculum da scrittore a comprovare che per te è una cosa seria. Magari anche con qualche vittoria a concorsi letterari, non male!

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  7. SCRIVI
    Ancora? E certo, se vuoi essere uno scrittore, devi scrivere. Logico, no?
    Ora però. sai anche come. O meglio, hai un minimo di conoscenza delle tecniche, ti sei confrontato, magari sei riuscito anche a pubblicare qualcosina.
    Allora sfonda le barriere di dubbi e frustrazioni e buttati, scrivila.
    LEI: la storia che hai sempre voluto scrivere. Ora sai costruire i personaggi, dosarne personalità, caratteristiche, punti di forza e debolezza, contrasti. Ora sai cos’è una trama, hai capito il genere adatto alla storia, sai cosa emoziona, cosa piace.

    Perché tu non scrivi solo per te stesso, giusto? Hai capito che scrivere è un DONO.

    Hai la capacità di creare STORIE, mondi, e far sognare milioni di persone.
    Allora coraggio, buttati.
    ScriviLA.

  8. TROVA UN BRAVO EDITOR
    Per il primo ingresso nella grande editoria, forse è meglio avere il supporto di un bravo editor. L’editor è qualcuno che di storie ne capisce, un professionista che legge il tuo romanzo e ti aiuta a capire se ci sono punti morti, buchi di trama, se per esempio il personaggio Tizio a pagina 6 era biondo e con la gamba di legno e a pagina 897 è calvo e corre come una lepre. L’edito è utilissimo, il miglior amico dello scrittore! Riescono a salvare i tuoi protagonisti da forme di schizofrenia involontaria.

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  9. PUBBLICA LA TUA GRANDE STORIA
    Trova il giusto editore, la giusta collana, il giusto referente e manda la copia cartacea, ben scritta, già revisionata da beta reader, te stesso, editor, te stesso, mamma, te stesso (sì, lo rileggerai mille volte).
    Scrivi una breve SINOSSI (alcuni grandi autori consigliano di scriverla PRIMA del libro, come progetto della storia adirittura), una lettera di presentazione, il tuo CV letterario e… VAI.
    In bocca al lettore!
  10. PUBBLICIZZA con discrezione la tua opera
    Ora che sei un autore, non ammorbare parenti e amici… magari non usare la tua pagina personale di FB, che tanto viene letta solo da amici e conoscenti connessi!
    Creati una pagina Facebook del libro, o magari fallo fare da un professionista. Creati un blog come autore – se già non l’hai fatto – dove raccontare la tua storia e la storia della tua storia.

    Perché in fondo non siamo che storie di storie ❤

    P.S. Hey, poi fammi sapere come va! ^_^

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come dicevi

… e come dicevi, aggiornare spesso i blog è importante.

Insomma, non devi MAI far passare mesi senza scrivere niente, non va bene!

La verità è che ti è cambiata un po’ la vita (in una scala da zero a dieci, ti è cambiata ohmioddio), nel frattempo hai avuto l’idea del secolo per una storia, sei stata persino incoraggiata a scrivere questa storia da gente che conta, ma niente, non ti potevi fermare un attimo a prendere fiato… ti ci è voluta una polmonite per costringerti a mollare tutto il resto e metterti a casa a scrivere.

E quindi eccoti qui!

Nel frattempo, in un’altra galassia:

  • hai pubblicato il tuo primo romanzo breve con Delos Digital.
    Si intitola “Baccanera” e si trova su Amazon in formato ebook.
  • hai pubblicato il tuo primo racconto breve con Nero Press, per cui tieni anche la rubrica “L’almanacco del crepuscolo”
  • hai partecipato (con discreto successo) a sei edizioni del contest Minuti Contati
  • Hai avuto un altro milione di idee per storie, di cui una stanotte alle tre. E ti chiedi… ma perché sempre di notte?

 

Perchè

A volte le storie ti raggiungono.
Scappi tutta la vita dietro ai sogni di altri, immaginando orizzonti lontani. E cadi e ti fai male. Sangue che scorre caldo lungo ferite profonde.
Brucia.
Cadi ancora, ti rialzi, e ti ammali.
Perché non era il tuo sogno, non eri tu, non era lui. Non era quella la storia.
E non c’è niente che tu possa fare.

D’un tratto il panorama cambia.

All’improvviso l’ennersima salita è terminata. Sei oltre il tornante. Ti guardi intorno… e lo ritrovi. Quel paesaggio mozzafiato, lo stesso che ti incantava da ragazzina. E’ immutato. E anche tu.
Aria pura, cristallina, verde, odore di pulito. Promesse di felicità.
Le ferite spariscono, ricami di nuvole che si allentano.
Passa un raggio di sole e ti bacia le labbra… e ricordi il Perché.

Perché inseguivi un sogno. Cosa vuoi dire al mondo. Perché vale la pena. Perché.
Perché.

Funziona

Ti hanno detto che se volevi scrivere, dovevi leggere.
Tanto. Molto di più di quanto già non leggessi.
E l’hai fatto. Hai aumentato il numero e il tipo di letture, variato fra nazionalità e generi, spaziando da colleghi esordienti ai grandi che ce l’hanno fatta.
Anche quelli che non ti piacciono.
Devi comunque leggerli, perché loro ce l’hanno fatta.

Ti hanno detto che se volevi scrivere, dovevi scrivere.
Sembra sciocco, ma è vero: non puoi relegare la scrittura ai pochi, fugaci momenti di ispirazione, lasciando passare mesi, anni. Devi scrivere tutti i giorni, metterti alla prova, uscire dalla comfort zone e sperimentarti.
Scrivere in ogni momento che puoi, e se lavori, la notte.
E se hai sonno? Scrivi lo stesso.
Altrimenti le scuse da trovare non finiranno mai.

Ti hanno detto che se volevi scrivere, dovevi fare la gavetta.
Concorsi grandi e piccoli, online o con pergamena e penna d’oca.
E ti sei resa conto che è un gran modo per crescere. E’ dura, ne prendi tante di botte (e un po’ ne dai, come sempre). Ma poi vedi i risultati, mese dopo mese e stringi i denti. E arrivano anche le soddisfazioni.

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Ti hanno detto che se volevi scrivere, dovevi mettere il muso fuori di casa.
Andare a fiere, presentazioni, corsi, premiazioni di concorsi a cui non hai neanche partecipato. Frequentare librerie, biblioteche, salotti culturali (sì, esatto, esistono ancora).
E magari restare, dopo, a parlare con gli autori.
Sai, quegli umanoidi privi di tentacoli e ventose, con solo due gambe e solo due braccia (parafrasando il mitico Sentinella) che sono di carne e ossa esattamente come te?
Ecco.
Spesso scopri che sono anche splendide persone, o quantomeno interessanti, e che pochissimi stanno su un piedistallo a tirarsela. Anzi, i migliori  passano addirittura inosservati.

Ti hanno detto tutte queste cose, e molte di più.
E funzionano.